Trompe-l’oeil
“E’ proprio quello che rende la nostra epoca abbastanza irrespirabile. Il sistema produce una negatività in trompe-l’oeil, che è integrata ai prodotti dello spettacolo come l’obsolescenza è integrata ai prodotti industriali. E’ del resto il modo più efficace di mettere sotto chiave ogni alternativa. Non cìè più nessun punto omega esterno su cui appoggiarsi per concepire questo mondo, nessuna funzione antagonista, c’è solo adesione ipnotica. Ma bisogna sapere che più un sistema si avvicina alla perfezione, più si avvicina alla irregolarità totale. E’ una forma di ironia oggettiva che fa in modo che nessuna partita sia giocata fino in fondo. L’11 settembre era partecipe di questo, certo. Il terrorismo non è una potenza alternativa, è solo la metafora di quel capovolgimento quasi suicida della potenza occidentale su se stessa”.
( da Jean Baudrillard, Cyberfilosofia, p.45)
Le Pievi e l’Impero
“Roma ci ha messo secoli ad affondare, gli imperatori disponevano, giudicavano, emanavano editti, ma il controllo sul territorio veniva meno. E così, anarchicamente, nascevano delle pievi, con regole loro. Ecco, noi viviamo un momento simile. Come Roma, il totalitarismo globale crolla ma continua a comandare. E allora si resiste costruendo nuove pievi, nuclei di solidarietà basati non sull’utilità o sul piacere ma sul buono e sul giusto. Comunità dell’etica”. (Carlo Petrini, Ortolani di civiltà, p.20)
Ritrovata
E’ stata ritrovata la testa della statua di ‘sior Rioba’, rubata la notte tra venerdi’ e sabato in Campo dei Mori, a Venezia.
Eccola
Si camminava distratti nel campo dei Frari ed
- eccola,
Un’altra primavera illumina il pesce antico
Sui ponti della città siamo aquiloni
La corda tesa a terra e il vento dritto in faccia
Nessun dorma
“E’ la generazione che è corrotta, che è malata, va buttata via. La speranza è una trappola inventata dai padroni, da chi comanda. Io spero in una bella rivoluzione, che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto – il riscatto non è una cosa semplice, è doloroso, esige anche dei sacrifici. Sennò vada alla malora”. (Mario Monicelli, estratto dall’intervista a Rai per una Notte).
“Negli ultimi due secoli, il giacobinismo è stato il modello dominante per tutti i rivoluzionari e per tutti i sostenitori di riforme sociali. [...] Ma facendo i “professorini” e convinti di avere la scienza infusa costoro hanno progressivamente portato la massa delle persone a non sentirsi più coinvolta dalla vita politica. Qualcuno dirà che questa idea è un po’ semplicistica, eppure è così che si spiega il fatto che per la grande maggioranza delle persone il termine democrazia significa, per antifrasi, il potere di alcuni!” (Michel Maffesoli, La trasfigurazione della politica).
“E al mattino al mio risveglio cerco in cielo gli aironi
e il profumo bianco del giglio
cerco in tutte le canzoni e in un passero sul ramo
uno spunto per la rivoluzione”.
(Rino Gaetano)
Elezioni veneziane: vince la sinistra di sistema
Sono stati scrutinati poco più della metà dei seggi, ma pare praticamente certo che il doroteo Orsoni salirà al soglio di Ca’ Fasetti senza nemmeno passare per il ballottaggio. E’ facile fare la scienza del poi, quando ieri quasi tutti pensavano ad una corsa all’ultimo voto tra i candidati delle due maggiori coalizioni, ma è interessante fare una lettura a caldo di questo voto.
Il primo dato è che la Lega non conosce nella città lagunare i fasti del resto del Veneto e non è da sottovalutare l’accordo sottobanco Lega-Sinistra per mettere fuori gioco il PDL, della serie “a voi la Regione a noi il Comune”. Al di là delle ovvie resistenze la Lega non ha nemmeno provato a mettere piede in laguna. Venezia resta bene o male un’enclave rossa (specialmente la Città Storica e Marghera, mentre l’estuario è brunettiano). La componente ideologica del voto non è indifferente, una parte degli elettori ha seguito fedelmente il partito. Pesa senza dubbio su Brunetta il momento di non grande popolarità del Governo Berlusconi, che si rispecchia anche a livello nazionale. Poi, Brunetta, già perdente diversi anni orsono contro Costa, è noto tra l’altro come il Ministro che ha criticato gli statali – quando Venezia è una città in cui gli uffici statali, comunali e regionali hanno un grande peso.
Vince Orsoni, quindi si conferma la sinistra di sistema. Vittoria politica? Continua a leggere…
Dietro la notizia
Forse potrà avere il sapore da reality dell’informazione ma l’iniziativa del New York Times farà sicuramente riflettere: un video giornaliero racconta in sintesi il dietro le quinte dell’informazione, ovvero la riunione redazionale del mattino che imposta quotidianamente le scelte editoriali, gli eventi da coprire e il taglio che avranno le notizie. L’ultima possibilità che abbiamo ancora di credere nell’informazione è che ci si informi anche dei processi con i quali la rappresentazione è costruita. Come sempre all’avanguardia, la testata newyorkese fa un grande salto un questa direzione.
Kairos
I Greci lo chiamavano Kairos, e stava a significare “il momento propizio”. A volte è sufficiente un lieve slittamento di prospettiva per rendersi improvvisamente conto che il massimo dell’impotenza coincide anche col culmine della potenza. Le porte della cella sono aperte e i carcerieri sono scappati. Davanti a noi solo interminabili praterie.
1 marzo – Lo sciopero giallo
Sulla scia dei fatti di Rosarno ma non solo.
Oltre la paura e i pregiudizi che dominano i discorsi della maggioranza.
Contro la politica fatta sulla “pancia” della gente.
Contro l’ignoranza che dilaga nelle strade, sugli autubus, sui vaporetti e nei supermercati.
Per la libertà di ogni uomo e donna.
Per la libertà di stranieri e migranti, che è un po’ anche la nostra libertà.
Perché la terra non è di nessuno, esistono solo relazioni mutevoli tra persone e culture.
Perché siamo tutti stranieri e siamo tutti cittadini del mondo.
Portate un fiocco giallo, esponete qualcosa di giallo alla vostra finestra: oggi è “Un giorno senza di noi”, la giornata di sciopero degli stranieri indetta e promossa con varie iniziative a Venezia come in altre città d’Italia.
Liberi pesci in libera Europa
Qui ci vuole un cappello
Finalmente ho capito a cosa serve: un buon cappello tiene salda la capoccia e con la capoccia i pensieri. Il cappello è un’idea, infatti ce lo si monta proprio sulla testa. Consente anche una certa andatura nelle situazioni più impervie e quando piove un po’ di tutto neanche te ne accorgi. Senza la gente impazzisce, lo dimostra il fatto che nelle regioni ventose sono tutti un po’ svalvolati. Perché alla prima folata gli vola via.
Quei savi che sghignazzano…
“Quei savi che sghignazzano davanti a questo genere di buffoni per me non sono niente di più che la loro spalla” (W. Shakespeare, La dodicesima notte”)



